Il rischio di disturbi neuropsichiatrici nei bambini nati da madri con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)

La ricerca ha indagato se e quanto la sindrome materna dell’ovaio policistico (PCOS) e/o l’infertilità anovulatoria possano comportare nella prole un aumento dei rischi relativamente a disturbi psichiatrici e dello sviluppo neurologico in infanzia o adolescenza.
Sono stati presi in considerazione, congiuntamente ed in maniera disgiunta, anche altri fattori quali l’obesità materna, i problemi perinatali, il parto cesareo, il diabete gestazionale, le tecniche di procreazione assistita.

Era già nota una associazione tra PCOS materna e disturbo dello spettro autistico e disturbi da deficit di attenzione/iperattività.
Questa ricerca invece si è posta come obiettivo di analizzare la correlazione con un ampio spettro di disturbi: disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, disturbi alimentari, disturbi del sonno, disabilità intellettive, disturbi dello sviluppo specifici, ASD, ADHD e disturbi della condotta, disturbi da tic e altri disturbi comportamentali ed emotivi.

I risultati hanno confermato un significativo aumento del rischio in presenza di una PCOS materna, senza una sostanziale differenza tra maschi e femmine.
Questo rischio è risultato ulteriormente amplificato se alla PCOS materna si aggiunge un problema di obesità materna (BMI).
Problemi perinatali, Parto Cesareo e Diabete gestazionale potrebbero spiegare l’effetto di questa associazione.

Non sembra invece esserci un aumento del rischio nella associazione tra PCOS materna e tecniche di fecondazione assistita.
L’aumento dell’incidenza di disturbi neuropsichiatrici nella prole nata da donne con problemi di fertilità potrebbe dunque essere attribuita alle cause dell’infertilità, più che al trattamento.

Questi risultati sono importanti e da tenere in considerazione in riferimento alla consulenza sulla gravidanza e al monitoraggio dello sviluppo della prole.

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