Artrite e Artrosi: come prevenirle e chi sono i soggetti più a rischio

Artrite e artrosi sono alcune delle patologie più diffuse e dolorose per l’uomo. Nello specifico l’artrosi (il cui termine deriva dal greco artro “articolazione” e osi “degenerazione”) indica la patologia degenerativa a carico delle articolazioni. Si tratta di un disturbo che tende a peggiorare nel tempo comportano significative lesioni a carica della cartilagine articolare. La patologia si manifesta, in un primo momento, con un graduale assottigliamento della cartilagine provocando un sostanziale avvicinamento tra le ossa (causandone una deformazione), i nervi si schiacciano e i muscoli si tendono più del dovuto.

L’artrite invece viene descritta chiaramente dalle parole del dott. Vincenzo Bruzzese, Past President della SIGR (Società Italiana di GastroReumatologia), che afferma: “Quando si parla di artrite infiammatoria, invece, ci si riferisce a un gruppo di malattie autoimmuni determinate cioè, dall’attacco da parte del sistema immunitario, verso i tessuti della propria persona, le articolazioni ma anche altri organi in tutto il corpo. I sintomi congiunti risultanti includono infiammazione, dolore, rigidità e gonfiore”.

I numeri

Secondo dati ufficiali, l’artrosi è una patologia che colpisce circa 5 milioni di italiani, oltre che la prima causa di disabilità tra gli anziani. Si tratta di una condizione che comporta costi molto elevati sia in modo diretto per il paziente, a causa delle cure e delle terapie di riabilitazione alle quali deve sottoporsi, sia in modo indiretto per lo stato, in quanto si registra una importante diminuzione della produttività sia da parte del paziente ma anche dei familiari che devono assisterlo. Per questo motivo si stima che lo stato debba sostenere una spesa di circa 10 miliardi all’anno per offrire assistenza ai soggetti affetti da artrosi.

Tipi di artrosi

Secondo le parole del dott. Bruzzese: “Quando si parla di artrosi di solito si distingue fra una forma primitiva e una secondaria. Nella prima le cause sono sconosciute. Colpisce persone con una predisposizione genetica e in età più giovanile, tale forma è prevalente nel sesso femminile e si caratterizza per la comparsa di noduli alle articolazioni interfalangee delle mani. La sintomatologia dolorosa di solito è modesta, ma le deformità sono progressive e portano a disestetismi e invalidità. La forma secondaria è spesso collegata a cause riconoscibili, come attività lavorative, sportive, traumi, obesità. Di solito colpisce le grandi articolazioni «portanti», quali il ginocchio, l’anca e la colonna vertebrale. Il dolore è importante, specie nelle fasi di riacutizzazione e si accompagna spesso a tumefazione dell’articolazione. In questa forma non c’è prevalenza di sesso e la progressione invalidante è più rapida”.

Prevenzione

Anche se l’artrosi è una patologia legata soprattutto all’età, si può effettuare comunque una importante opera di prevenzione, per evitare l’intenso dolore e la limitazione nei movimenti che la patologia comporta. La prima è più importante opera di prevenzione è l’attività fisica. Praticare un qualsiasi tipo di sport contribuisce a rafforzare la muscolatura e a mantenere le articolazioni elastiche. Chiaramente l’ideale sarebbe praticare sport in cui i movimenti sono armonici e non influiscono negativamente sulle articolazioni portandole all’usura (i più indicati sono ad esempio nuoto, ciclismo e ginnastica a corpo libero). Un altro fattore di prevenzione è legato agli sbalzi termici. Essi infatti sono dannosi per la salute delle nostre articolazioni, ed è per questo che occorre limitarne al minimo gli effetti, adottando un giusto equipaggiamento a tutte le età.

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