Occhio secco

La sindrome da occhio secco si instaura quando il film lacrimale superficiale che protegge, irrora e nutre gli strati esterni dell’occhio, in particolare cornea e congiuntiva, è troppo scarso o di qualità scadente e non riesce a supportare adeguatamente la fisiologia dei tessuti.

La riduzione dell’irrorazione oculare fa “soffrire” i tessuti, che diventano quindi più propensi a irritarsi e infiammarsi, determinando fastidio e stanchezza oculare precoce e altri sintomi caratteristici.

A soffrire di sindrome da occhio secco sono soprattutto le donne, interessate dal disturbo con una frequenza doppia rispetto agli uomini, principalmente per ragioni di natura ormonale.

Cause

L’insorgenza della sindrome da occhio secco può essere legata a una scarsa produzione di film lacrimale da parte delle ghiandole lacrimali, come accade a causa dell’atrofia parziale o totale associata all’invecchiamento o indotta da patologie come la sindrome di Sjogren o altre alterazioni su base autoimmune (lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide o sclerodermia, ecc.), oppure alla presenza di difetti nei sistemi di deflusso dei fluidi oculari.

Un aspetto centrale nella sindrome dell’occhio secco è la riduzione dell’ammiccamento, ossia del rapido e pressoché impercettibile movimento di apertura e chiusura delle palpebre che si verifica costantemente durante tutta la giornata (quando gli occhi sono aperti) e che permette di distribuire il film lacrimale in modo omogeneo su tutta la superficie anteriore del globo oculare, idratandola.
Quando l’ammiccamento si riduce, l’occhio tende a diventare secco e a soffrire.

Tra i fattori che possono interferire con l’ammiccamento vanno ricordati: il lavoro prolungato al computer; l’uso di tablet, smartphone, kindle, ecc. per molte ore al giorno; tutte le situazioni che impegnano molto la vista; la permanenza prolungata in ambienti poco aerati, non adeguatamente umidificati, con impianti di riscaldamento o condizionamento non ottimali e male illuminati; i climi secchi e ventosi; l’irraggiamento solare (in assenza di adeguate lenti protettive che schermano o assorbono i raggi UvB).

Disturbi e sintomi

I sintomi caratteristici della sindrome da occhio secco comprendono bruciore, fastidio, arrossamento, stanchezza oculare, sensazione di corpo estraneo, eccesso di lacrimazione, nonché talvolta un transitorio offuscamento della vista, non giustificato da altre cause né da patologie oculari o sistemiche riconoscibili.

I sintomi tendono a essere più intensi a fine giornata, dopo aver affaticato gli occhi e/o averli esposti a agenti ambientali sfavorevoli (vento, clima secco, illuminazione eccessiva, ecc.) oppure al risveglio, a causa dell’assenza di ammiccamento durante la notte, che impedisce di irrorare correttamente la superficie oculare per diverse ore.

I fastidi causati dalla sindrome dell’occhio secco tendono a manifestarsi più spesso e a essere più intensi con l’avanzare dell’età a causa della progressiva perdita di efficienza secretoria delle ghiandole lacrimali e della conseguente minore quantità e qualità del film lacrimale, oltre che della più facile insorgenza di condizioni di disidratazione dell’intero organismo.

Le donne vanno incontro a un aumento dei sintomi già a partire dai 40 anni e, a maggior ragione, dopo la menopausa, a causa della fisiologica diminuzione dei livelli di ormoni femminili (estrogeni), che interferisce con il funzionamento delle ghiandole lacrimali. Sempre per ragioni di ordine ormonale, anche donne che non ne avevano mai sofferto in precedenza possono sperimentare sensibilizzazione e irritazione oculari durante la gravidanza, al punto da rendere intollerabile l’uso di lenti a contatto.

Anche alcuni deficit nutrizionali possono predisporre allo sviluppo della sindrome da occhio secco, in particolare, la correlazione è stata dimostrata per la vitamina A e gli acidi grassi della serie omega 3.
In aggiunta, va segnalato che molti farmaci possono promuovere la secchezza oculare.
I principali sono: immunosoppressori, antistaminici, decongestionanti, diuretici, antidepressivi, antisecretivi, betabloccanti e altri principi contro le malattie cardiovascolari, anticoncezionali ormonali e terapia ormonale sostitutiva (HRT).

Diagnosi

La sindrome da occhio secco viene diagnosticata attraverso una semplice visita oculista, con esame della superficie dell’occhio.

Un’accurata analisi delle abitudini di vita sarà di supporto all’individuazione dei possibili fattori scatenanti/aggravanti e permetterà di individuare possibili accorgimenti comportamentali, nutrizionali e di vita in grado di attenuare la secchezza e migliorare i sintomi, in aggiunta alla terapia specifica.

Come si cura

In assenza di patologie oculari e sistemiche alla base delle manifestazioni, per migliorare l’idratazione degli occhi e attenuare i sintomi della sindrome da occhio secco è, di norma, sufficiente applicare regolarmente, più volte al giorno, lacrime artificiali di elevata qualità, che permettono di compensare il deficit di film lacrimale e di proteggere la superficie dell’occhio.

I preparati disponibili in commercio sono innumerevoli e presentano composizione e caratteristiche differenti per rispondere alle esigenze dei diversi tipi di occhio e di difetto di lacrimazione.

Fino a qualche anno fa, si tendeva a privilegiare le formulazioni contenenti l’1,5-2% di acido ialuronico, una sostanza presente anche nel corpo umano e caratterizzata da un potere idratante elevato e persistente, grazie a un’azione definita “mucomimetica”.
Più di recente, accanto a questo tipo di lacrime artificiali (che restano molto valide) ne sono state introdotte di nuove, contenenti mix di componenti di sintesi (anch’essi altamente idratanti) specificamente sviluppati allo scopo.
L’ideale è farsi indicare il prodotto più adatto dal proprio caso dall’oculista di fiducia, dopo una valutazione accurata del problema oculare presente.

Posto che il deficit lacrimale è tendenzialmente cronico, le lacrime artificiali devono essere applicate per periodi prolungati (mesi o anni).
Un aspetto importante da considerare, soprattutto quando si iniziano a utilizzare lacrime artificiali e non si è ancora abituati alle gestualità necessaria, è fare attenzione a non far entrare in contatto il beccuccio erogatore delle gocce con alcuna parte dell’occhio né con le mani per evitare di contaminare la soluzione.
Se si hanno difficoltà a riguardo, è consigliabile optare per lacrime artificiali in confezioni monodose oppure multidose sigillate o con membrana filtrante.

Per ridurre il rischio di contaminazioni e rendere l’applicazione più agevole, recentemente sono stati introdotti anche preparati oculari umidificanti ed emollienti in spray, da spruzzare direttamente sugli occhi tenendo chiuse le palpebre, anche con lenti a contatto (https://www.youtube.com/watch?v=lnVxxNRPEtY – Fonte: Contacta) già indossate. Anche questi prodotti, applicati più volte al giorno, contribuiscono a migliorare l’idratazione oculare a ridurre i sintomi della sindrome da occhio secco.

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