Cefalea a grappolo

La cefalea a grappolo è una forma primaria di mal di testa che si caratterizza per la modalità con la quale si manifestano gli attacchi, che si concentrano appunto “a grappolo” nei cosiddetti “periodi attivi” della durata anche di alcuni mesi, intervallati da fasi di remissione completa.

La cefalea a grappolo è una forma di mal di testa poco frequente, che colpisce prevalentemente gli uomini in età adulta (il rapporto uomo:donna è circa 3-4:1), in particolare tra i 30 e i 40 anni.

Cause

L’origine esatta della cefalea a grappolo non è nota, tuttavia sono stati riconosciuti alcuni determinati genetici che possono aumentare la probabilità di soffrirne e che ne giustificano la ricorrenza in più persone della stessa famiglia.

Il fumo di sigaretta e l’assunzione di bevande alcoliche possono favorire lo scatenamento degli attacchi, mentre altri fattori di rischio devono essere valutati su base individuale, anche in un’ottica preventiva.

Durante i periodi attivi, gli attacchi possono essere scatenati da farmaci vasodilatatori e dall’istamina (sostanza liberata dall’organismo durante la risposta allergica e dopo assunzione di alcuni alimenti).

Sintomi

La cefalea a grappolo causa un dolore caratteristico di tipo trafittivo, lancinante, di notevole intensità (è stata denominata anche “cefalea da suicidio”) e, fortemente, disabilitante. Si localizza nella zona temporale, da un solo lato, e si estende alla regione oculare e retroculare.

La durata di un singolo attacco può variare da un quarto d’ora a tre ore. Nei “giorni attivi” gli attacchi possono ripresentarsi anche diverse volte nell’arco delle 24 ore, spesso a orari fissi. Oltre al dolore, sono frequenti sintomi, quali gli occhi arrossati e lacrimanti e la sensazione di naso chiuso.

Diagnosi

La diagnosi di cefalea a grappolo è generalmente semplice, in considerazione della peculiare tipologia di dolore e delle caratteristiche degli attacchi, molto simili sia tra persone diverse sia nella stessa persona in momenti diversi.

La valutazione necessaria è essenzialmente clinica e prevede un’accurata visita generale da parte del medico, con raccolta di un’anamnesi personale e famigliare dettagliata. Analisi strumentali, come la TAC, la risonanza magnetica, la PET o l’elettroencefalogramma possono essere richieste per escludere la presenza di altre patologie all’origine del dolore nei casi dubbi.

Per emettere la diagnosi di cefalea a grappolo devono essere soddisfatti i seguenti criteri diagnostici:

1. Almeno 5 attacchi che soddisfino i criteri B-D.

2. Dolore di intensità forte o molto forte, unilaterale, in sede orbitaria, sovraorbitaria e/o temporale, della durata di 15-180 minuti (senza trattamento).

3. La cefalea è associata a almeno uno dei seguenti sintomi o segni:

  • congiuntiva arrossata e/o lacrimazione all’occhio dello stesso lato del dolore;
  • ostruzione nasale e/o rinorrea dallo stesso lato del dolore;
  • edema della palpebra dallo stesso lato del dolore;
  • udorazione facciale e frontale dallo stesso lato del dolore;
  • alterazioni della pupilla (miosi e/o ptosi) dallo stesso lato del dolore;
  • irrequietezza o agitazione;

4. La frequenza degli attacchi è compresa tra 1 ogni due giorni e 8 al giorno.

5. Il mal di testa non è attribuibile a un’altra condizione o patologia.

Tra gli stili di vita

La terapia con comuni farmaci analgesici, antinfiammatori o acido acetilsalicilico non è generalmente sufficiente per placare il dolore severo caratteristico della cefalea a grappolo. Il farmaco o la combinazione di farmaci efficace dovrà essere individuata dal neurologo “per tentativi”, per i quali è fondamentale la collaborazione attiva del paziente (adeguatamente informato sulle caratteristiche della patologia), e potrà richiedere diverso tempo.

Prima dell’individuazione della strategia di cura più appropriata e durante la terapia farmacologica, è cruciale l’eliminazione di tutti i possibili fattori scatenanti emersi in fase di valutazione e follow-up.

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