Epatite A

L’epatite A è l’infiammazione acuta del fegato più comune a livello mondiale ed è determinata dal virus omonimo, entrato accidentalmente nell’organismo attraverso alimenti o bevande contaminate.

Nei Paesi in via di sviluppo può dar luogo a epidemie, soprattutto a causa di bassi standard igienici e dell’assenza di misure preventive di tipo vaccinale e di produzione e gestione delle acque e delle derrate alimentari. Focolai di infezione possono, tuttavia, svilupparsi anche nei Paesi occidentali (compresa l’Italia), soprattutto a causa del consumo di frutti di mare crudi contaminati.

L’infezione e può interessare chiunque a qualunque età, ma è più frequente nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti.
L’epatite A può causare sintomi più o meno significativi in funzione della risposta individuale, ma guarisce sempre spontaneamente in modo completo e non da luogo a forme croniche.

Cause

A causare l’epatite A è l’Hepatitis A virus (HAV), un virus a RNA della famiglia dei picornavirus che vive bene nell’acqua e che può contaminare frutti di mare, pesci, verdure e frutta (cresciuti o irrorati con acque contenenti il virus).
Il virus si trasmette per via orofecale e viene contratto bevendo acqua contaminata non bollita o alimenti contaminati crudi.

La diffusione del virus nell’ambiente è facilitata dal fatto che le persone già infettate e in grado di trasmettere il virus restano del tutto asintomatiche per alcuni giorni, potendo trasmettere inconsapevolmente l’HAV attraverso l’uso comune di servizi igienici o mentre cucinano o manipolano alimenti, specie se non si lavano assiduamente le mani con prodotti igienizzanti.

Sintomi

Negli adolescenti e negli adulti i sintomi dell’epatite A sono quelli classici dell’epatite acuta e comprendono malessere generale, perdita di appetito, nausea e vomito, repulsione per il fumo (nei fumatori), febbre e/o dolore nel quadrante superiore destro dell’addome.

In circa 3 casi su 4 è presente anche ittero, con comparsa di colorazione giallastra della pelle, delle sclere degli occhi e delle mucose dovuti all’eccessivo innalzamento dei livelli di bilirubina nel sangue. Nei bambini, l’epatite A in molti casi non da alcun sintomo o ne da di molto lievi e l’ittero non è quasi mai presente.

Soltanto in rari casi, l’HAV può determinare un’epatite fulminante, che pone in serio pericolo di vita. In tutti gli altri casi, il decorso è lento e la malattia si risolve mediamente nell’arco di 2 mesi (talvolta, anche in 4-6 mesi).

Diagnosi

La diagnosi di epatite viene emessa sulla base del riscontro dei segni e sintomi clinici durante la visita medica e dell’alterazione degli indici di funzionalità epatica dopo prelievo di sangue.

I parametri maggiormente indicativi di epatite sono il marcato aumento delle transaminasi (AST e ALT), in modo sproporzionato rispetto ai livelli di fosfatasi alcalina, e la presenza di iperbilirubinemia.

L’analisi della storia clinica, delle abitudini di vita e delle attività recenti del paziente (in particolare, viaggi in aree a rischio e comportamenti a rischio) può indirizzare la ricerca della causa di epatite verso una forma di origine virale, che sarà poi confermata o esclusa da test sierologici specifici focalizzati sulla ricerca di antigeni e anticorpi diretti contro i diversi virus (in particolare A, B e C).

La diagnosi di epatite A acuta è confermata dal riscontro nel sangue di immunoglobuline IgM anti-HAV mentre la presenza di anticorpi IgG anti-HAV è indicativa di un’epatite A contratta in precedenza e ormai guarita (immunità acquisita). Ulteriori approfondimenti sono necessari soltanto in caso di negatività ai test sierologici, per individuare possibili cause diverse di epatite.

Tra gli stili di vita

La maggioranza delle epatiti virali acute, compresa l’epatite A, evolve e si risolve spontaneamente con tempistiche e decorso differente in funzione della risposta del paziente all’infezione.

Per favorire la guarigione sono generalmente ritenuti utili il riposo e una dieta leggera, anche se non esistono studi scientifici che stabiliscano l’effettivo beneficio derivante da queste indicazioni. Indispensabile, invece, evitare l’assunzione di alcolici, farmaci con metabolismo epatico e altre sostanze che possono affaticare il fegato.

In presenza di forte vomito o diarrea è importate assicurare una sufficiente idratazione e un adeguato apporto di sali minerali.

Contro l’epatite A, sono disponibili due diversi vaccini che forniscono una protezione dall’infezione dopo 14-21 giorni dalla somministrazione.
La vaccinazione è raccomandata alle persone che si recano in zone a rischio (Paesi in cui l’epatite A è endemica) e che lavorano in ambienti a contatto con il virus, ai tossicodipendenti e ai familiari conviventi di pazienti con epatite acuta A, nonché a chi soffre di malattie epatiche croniche.

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