Acne

Il termine acne deriva dalla parola greca acmé o acné, ossia schiuma o sommità, e indica una malattia cutanea molto diffusa nella popolazione giovanile, caratterizzata dalla comparsa sulla pelle di lesioni caratteristiche.

A esserne interessato è circa il 95% di adolescenti e giovani adulti (13-25 anni) (fonte: Do you speak science?).
In una minoranza di casi, l’acne può persistere in forma attenuata anche in età adulta oppure comparire dopo i 30 anni in persone che ne avevano sofferto poco o nulla nell’adolescenza. Questa seconda eventualità riguarda principalmente le donne, per ragioni ormonali. 

Cause

La comparsa dell’acne dipende dalla combinazione variabile di cause molteplici e non precisamente definite, che comprendono:

  • un’aumentata attività delle ghiandole sebacee presenti alla base dei follicoli piliferi (che vengono così intasati di sebo, infiammandosi e dando luogo alla papula o foruncolo iniziale);
  • l’ispessimento della parete dei canali follicolari (da cui il sebo dovrebbe uscire per arrivare alla superficie cutanea);
  • la colonizzazione batterica dei follicoli piliferi “intasati”, principalmente da parte di Propionibacterium acnes.


Tra i fattori noti che possono contribuire allo sviluppo dell’acne vanno ricordati la predisposizione familiare, lo stress, il fumo e l’eccessiva assunzione di zuccheri semplici, mentre il consumo di specifici alimenti (cioccolato, fritti, salumi, ecc.), benché possa contribuire a peggiorare l’aspetto globale della cute, è stato da tempo assolto.  

Sintomi

L’acne si manifesta tipicamente con comedoni “chiusi” e/o “aperti” (corrispondenti rispettivamente ai cosiddetti “punti bianchi” e “punti neri”), papule arrossate e in rilievo oppure pustole, caratterizzate dalla presenza di pus centrale, indicativo dell’infezione in atto.

Nelle forme di acne più severa, marcatamente infiammatoria, le pustole possono evolvere in cisti che, se non trattate fin dall’esordio in modo specifico con l’aiuto del dermatologo, possono esitare in cicatrici permanenti non più recuperabili.

L’acne si sviluppa principalmente sulle aree cutanee ricche di ghiandole sebacee e maggiormente sottoposte a stimoli ormonali (androgeni), come il viso, le spalle e la parte alta della schiena e sul torace, e interessa in modo paragonabile i due sessi, anche se in quello maschile la malattia può assumere forme più severe.
Oltre alle lesioni caratteristiche, in queste zone la cute si presenta generalmente più “grassa”, unta e con propensione all’infiammazione.

Diagnosi

L’acne non deve mai essere trascurata, soprattutto quando le lesioni sono numerose, infiammate e tendono a persistere.
In questi casi, caratteristici dell’età adolescenziale, è importante consultare rapidamente il dermatologo per inquadrare fin dall’esordio il grado di acne presente (lieve, moderata o severa) e classificarlo in base al tipo di lesione (ossia, in ordine crescente di severità: comedonica, papulo-pustolosa, nodulare o conglobata).
Ciò consente di intraprendere precocemente cure appropriate ed evitare lo sviluppo di cicatrici.

Una terapia tempestiva permette di ridurre l’impatto estetico del disturbo e le ripercussioni psicologiche negative associate.
Studi condotti sulla qualità della vita dei pazienti hanno indicato che l’adolescente con acne soffre spesso di una scarsa autostima, imbarazzo, timidezza e, nelle forme più severe, anche di depressione, instabilità emotiva e riduzione dell’autostima, con conseguente difficoltà a stabilire relazioni interpersonali serene e calo del rendimento scolastico.

Tra gli stili di vita

Per ottenere una risoluzione efficace e limitare il rischio di complicanze il trattamento dell’acne deve essere sempre valutato e prescritto dal medico di famiglia o dal dermatologo.

Per la terapia dell’acne (Fonte: Esseredonna Online), le linee guida europee (2012) raccomandano quali farmaci topici e sistemici usare in base alla severità delle manifestazioni.
I retinoidi topici, derivati dalla vitamina A, rappresentano la prima scelta nell’acne comedonica.
Un ruolo importante è rivestito anche dal benzoilperossido, un agente cheratolitico ad azione antibatterica (pur non essendo un antibiotico), consigliato nell’acne volgare e nelle forme a prevalenza comedonica o papulo-pustolosa. Altri farmaci utili sono l’acido azelaico, l’acido salicilico e il dapsone.

L’impiego degli antibiotici topici è utile nelle forme infiammatorie, ma deve essere cauto per via del rischio di indurre microrganismi resistenti.
Nell’acne gli antibiotici possono essere applicati localmente in associazione con altri farmaci topici, evitando la concomitante somministrazione di antibiotici orali.
Se indispensabili, gli antibiotici per bocca vanno assunti per non più di tre mesi, sospendendoli in caso di mancato miglioramento.
Il ricorso a combinazioni fisse di più principi attivi in un unico preparato topico offre la possibilità di agire in modo più specifico sui meccanismi che causano l’acne, aumentando anche l’aderenza alla terapia, rendendo sufficiente l’applicazione di un solo prodotto.

Durante il trattamento, locale o sistemico, è sempre necessario evitare di toccare le lesioni, per non aumentare il rischio di infezioni e cicatrici, e di esporsi al sole, sia per evitare la comparsa di macchie cutanee, sia soprattutto perché farmaci antiacne e antibiotici hanno un’azione fotosensibilizzante.

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