Capsulite adesiva della spalla

La capsulite adesiva è una condizione medica di sofferenza della spalla sia per la rigidità che per il dolore. Viene anche denominata “sindrome della spalla congelata” proprio per via della ridotta mobilità e del dolore.

Cause

In qualche modo questa situazione induce chi ne soffre a preservarla ulteriormente proprio come se fosse “congelata” , cosa che causa anche una perdita di tono della muscolatura attorno.
La capsulite adesiva si instaura progressivamente determinando un peggioramento nel movimento articolare della spalla che può durare mesi o anche più e portare alla rottura del tendine collegato al bicipite.
Molte le possibili cause che possono spiegare questa patologia, alcune più dirette e specifiche, altre ancora in fase di valutazione. Tra le cause più dirette potrebbe esserci una patologia pregressa come il diabete, un intervento subito di mastectomia , o altri interventi di chirurgia o di ortopedia (es.ingessatura) che hanno costretto la spalla ad un lungo periodo di immobilità.
Tra le cause ancora oggetto di studio ci sarebbe lo stress, che favorirebbe le infiammazioni osto-articolari e tendinee, che progressivamente condurrebbero, complici l’immobilità ed il dolore, all’instaurarsi della capusilite adesiva (frozen shoulder).
Ad avvalorare queste ipotesi eziologiche vi sono studi e statistiche che riportano un  significativo livello di  morbilità in persone stressate, soprattutto donne in età post – menopausale o particolarmente esposte a lavori stressanti.
l trattamento per la spalla congelata prevede esercizi di mobilità e, a volte, corticosteroidi e farmaci anestetizzanti iniettati nella capsula articolare.
In una piccola percentuale di casi, può essere indicata la chirurgia artroscopica per sbloccare  la capsula articolare in modo che possa muoversi più liberamente.

Sintomi

La capsulite adesiva della spalla ha un andamento progressivo e generalmente si conclama in tre stadi, la cui durata può riguardare anche più mesi.

La capsula che avvolge e contiene le ossa e i legamenti della spalla è composta da un tessuto connettivo, che nella capsulite adesiva aumenta di spessore e costringe le ossa, i legamenti e i tendini che compongono l’articolazione limitandone la funzione articolare.

  • Un primo stadio riguarda il lento congelamento della spalla, che a causa del dolore e del ridotto movimento articolare, comincia a diventare immobile, per cui la persona che ne è colpita prova dolore anche ad indossare una maglia o a cambiare posizione nel letto. Tutto questo innesca un meccanismo autoprotettivo da parte del paziente che, temendo il movimento ed il dolore, contribuisce al “congelamento” della spalla.
  • Un secondo stadio vede la spalla dolere di meno, anche se però la spalla diventa ancora più immobile e incapace di qualsiasi movimento articolare. Durante questo stadio la risposta emotiva del paziente è allarmata e sofferente e solitamente convince a consultare il medico curante.
  • Un terzo stadio, se non sono intervenuti peggioramenti o estensioni dell’infiammazione, vede qualche minimo miglioramento come un minimo aumento del raggio di movimento della spalla unitamente ad un dolore più limitato o addirittura assente.

Diagnosi

Il medico, durante l’esame obiettivo, fa fare al paziente alcuni movimenti basilari della spalla tra i quali rotearla per osservarne la funzione, il livello di movimento e l’eventuale grado di dolore, sia con esercizi attivi che passivi. Se la spalla risulta immobile e dolente e i movimenti compromessi viene emessa diagnosi di “spalla congelata”.

In ogni caso, oltre l’esame obiettivo, al paziente vengono prescritte delle indagini diagnostiche come esame radiografico della spalla, una risonanza magnetica al fine di confermare quanto osservato nell’esame obiettivo, escludendo nello stesso tempo altre problematiche cliniche.

Trattamento

L’approccio terapeutico alla spalla congelata è finalizzato soprattuto al trattamento del dolore e a risolvere l’infiammazione, elementi che sono alla base della ripresa del movimento articolare. Vengono per questo impiegati antidolorifici da banco e antinfiammatori , in dosaggi proporzionali alla condizione della “spalla congelata.
In alcuni casi vengono consigliati delle sedute di fisioterapia per iniziare a praticare esercizi di mobilità che favoriscano e accelerino la guarigione. O ancora in alcuni casi e, soprattutto per i pazienti più anziani o in sovrappeso, viene consigliata una riabilitazione in acqua (piscina attrezzata), dove più facile risulta lo svolgimento degli esercizi di fisioterapia.
Solitamente la sindrome della “spalla congelata” tende a migliorare entro 10-12 mesi, ma talvolta i tempi si allungano.
In caso di mancato miglioramento o guarigione il medico potrà ricorrere all’impiego di infiltrazioni in spalla a base di corticostreoidi per ridurre più rapidamente il dolore e favorire la ripresa dei movimenti.

Talvolta, a causa di una condizione di posizione impropria della spalla, può rendersi necessaria una manovra manuale del medico, per un aggiustamento ottimale che favorisca il movimento senza dolore, grazie ad un migliore rilassamento dei tessuti. In questo caso la manovra viene eseguita dal medico dopo aver somministrato un anestetico che permetta l’intervento senza dolore.
Il ricorso alla chirurgia nella maggior parte dei casi non si rende necessario, bastando il trattamento terapeutico e fisioterapico.
Tuttavia, allorché vi sia del tessuto cicatriziale ad impedire la guarigione, può essere consigliato un intervento chirurgico di rimozione in artroscopia, al fine di ricondizionare il movimento articolare, dopo aver eliminato le eventuali aderenze.
Se si ha una “spalla congelata” non bisogna isolare quella parte del corpo e immobilizzare anche il braccio interessato in quanto metterlo a riposo non migliora lo stato della spalla e può far aumentare le adesività della capsula. Utilizzare invece le funzioni del braccio in modo moderato, praticando qualche esercizio leggero, come lo stretching del braccio, o qualche flessione che favorisca la circolazione migliorando la condizione di immobilità dell’articolazione.
Seguendo le indicazioni del medico curante ed evitando il “fai da te”, muovendo la spalla in modo lieve e progressivo ogni giorno con esercizi da ripetere nella giornata. L’esercizio alla lunga produce effetti positivi e riattiva l’area della capsula dando i primi effetti di scongelamento.
La capsulite adesiva della spalla è una patologia lenta e progressiva quando si instaura e lo è anche nella fase regressiva.
I tempi sono lunghi per vedere ripristinate tutte le funzioni articolari, ma sicuramente costanza e continuità del trattamento assicurano una completa guarigione.

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