Ulcera gastroduodenale

Un dolore alla ‘bocca dello stomaco’

L’ulcera gastroduodenale è una causa di dolore ricorrente nella parte alta dell’addome. L’ulcera è una erosione, a volte profonda, della mucosa dello stomaco e/o del duodeno ed è causata da uno squilibrio tra i fattori aggressivi della mucosa gastroduodenale (l’acido gastrico, alcuni farmaci, ad esempio) rispetto ai fattori protettivi (barriera mucosa, secrezione di muco e bicarbonato, prostaglandine, la circolazione del sangue che nutre lo stomaco e il duodeno).

È una patologia cronica la cui storia naturale è caratterizzata da fasi di cicatrizzazione, anche spontanee, e fasi di recidiva e\o comparsa di complicanze.

È più frequente negli uomini e nei giovani. L’ulcera duodenale è molto più frequente di quella gastrica, più spesso ne soffrono i più giovani; l’ulcera gastrica è più rara e generalmente colpisce il paziente anziano.

La localizzazione più frequente dell’ulcera è al duodeno, poi allo stomaco ma può comparire anche all’ esofageo o al tenue digiunale.

La causa prima dell’ulcera è l’infezione da Helicobacter Pylori, che è responsabile di circa l’80% delle ulcere duodenali e poco meno delle ulcere gastriche. In Italia e in Europa si stima che  tra lo 0.12 e il 4.7 % della popolazione ne sia affetta.

L’infezione da H. Pylori causa una gastrite cronica attiva differente in tutti i soggetti infettati. Esso esercita sulla mucosa, sia un danno diretto, attraverso le sostanze prodotte, sia un danno mediato dalla risposta immune dell’ospite, innescata dall’attivazione di cellule immunitarie da parte dell’ureasi e delle altre proteine batteriche. Quindi, possiamo dire che allo sviluppo della patologia concorrono;

  • fattori legati al batterio (es fattori di virulenza del batterio)
  • fattori legati all’ospite quali la predisposizione genetica, 3) fattori ambientali come per es il fumo di sigaretta.

La seconda causa più frequente, soprattutto per le ulcere gastriche, è invece dovuta all’assunzione regolare di farmaci che lesionano lo stomaco,  quali i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).  

Come si presenta il dolore?

Nella maggior parte dei casi il dolore è epigastrico, cioè nella parte alta dell’addome, al centro, sotto lo sterno. Può essere accompagnato da ‘bruciore’, pesantezza dopo i pasti, eruttazioni.

La sintomatologia è intermittente, con periodi di benessere anche della durata di alcuni mesi, intervallata a periodi di riacutizzazione. Può essere anche completamente  asintomatica e questo accade più frequentemente nei giovani.

Per la diagnosi nei giovani è sufficiente il quadro clinico  e un test di ricerca nelle feci dell’antigene dell’Helicobacter pylori o da uno specifico test del respiro.   Dopo i 40 anni è invece consigliata una esofagogastroduodenoscopia che permette di eseguire delle biopsie su cui effettuare l’esame istologico e/o il test rapido all’ureasi per la ricerca di Helicobacter Pylori.

In caso di controindicazione all’esecuzione di gastroscopia (fragilità dello stato generale, mancata collaborazione del paziente), si può eseguire l’esame radiologico con pasto baritato che, però, ha una sensibilità molto minore.

Una ulcera gastroduodenale si può complicare, se non curata, con una emorragia, via dalla bocca che come emissione di feci nere  melena).  Raramente l’ulcera può perforarsi o creare una cicatrice che impedisce il passaggio del cibo dallo stomaco al duodeno.

Problemi emotivi e fisici

Lo stress sembra oggi una causa di ulcera meno importante di quanto non si ritenesse nel passato,  ma  fondamentale è cambiare lo stile di vita, ad esempio ridurre il fumo fino a smettere di fumare, e  sulla sospensione, qualora possibile, dell’utilizzo di FANS.

Attività fisica ed alimentazione

La dieta di chi ha, o ha avuto un’ulcera? Questo è un argomento controverso. Molti pazienti evitano fritti e spezie, oppure insaccati. Tuttavia, non ci sono dati che confortano che queste precauzioni diatetiche servano veramente, visto che alla base abbiamo una infezione batterica o l’uso di farmaci e il fumo.  Invece, è dimostrato che l’alcol soprattutto a digiuno, possa lesionare le mucose che rivestano l’esofago, stomaco e duodeno.   Una consulenza specialistica aiuterà il paziente ad avere una personalizzazione della terapia e della dieta, garantendo la guarigione completa e duratura

L’uso appropriato dei farmaci e dei trattamenti

L’ulcera gastroduodenale guarisce in oltre il 95% dei casi e la sua ricomparsa è un evento oggi raro.

La terapia si basa soprattutto sulla eradicazione dell’infezione da Helicobacter Pylori, qualora presente, che porta alla guarigione definitiva dell’ulcera in circa il 90% dei pazienti. E’ una terapia complessa con antibiotici e farmaci quali gli inibitori di pompa protonica  ( ad es. omeprazolo, pantoprazolo),  gli antiacidi in sospensione.

Gli inibitori di pompa protonica e gli antiacidi sono invece la terapia fondamentale delle ulcere, sia gastriche che duodenali, non legate alla presenza dell’Helicobacter.

Le raccomandazioni per lavorare in modo più efficace con gli operatori sanitari o a domicilio

L’ulcera gastroduodenale è una malattia che guarisce. Quando i sintomi persistono il rapporto con il curante deve essere più stretto perché ci possono essere altri fattori determinanti i sintomi e bisogna assicurarsi che tutto sia ben chiaro. Una chiacchierata con il medico ma soprattutto una vera visita con palpazione dell’addome aiuteranno a separare i sintomi tra loro ed ad affrontarli uno ad uno.

Aderenza ai trattamenti e risoluzione dei problemi correlati alla malattia

I pazienti riferiscono spesso un peggioramento del ‘bruciore’  dopo l’assunzione di certi alimenti che li conduce spesso a diete di esclusione,  diete ‘in bianco’.  E’ compito del medico indagare bene sulle limitazioni dietetiche autoimposte . Approcci alternativi comprendono l’ipnoterapia, la psicoterapia e l’agopuntura oltre alla terapia farmacologica

Riposo notturno

Una percentuale notevole di pazienti con ulcera gastroduodenale,  anche se guarita, presenta disturbi del sonno: insonnia, risvegli notturni frequenti, sonno quindi ‘faticoso’.

Il legame tra disturbi del sonno e stomaco è indubbio. Il più delle volte si tratta però di malattia da reflusso gastroesofageo, di pienezza post-prandiale per aver cenato troppo e troppo tardi.  Però è importante affrontare questo problema perché  l’insonnia può a sua volta aumentare la sensibilità agli stimoli viscerali e influenzare la motilità intestinale.

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