Varicocele

Il varicocele è una malformazione venosa che deriva dalla perdita di tono ed elasticità delle vene che raccolgono il sangue dal testicolo e lo trasportano verso l’alto, nei grossi vasi venosi presenti nell’addome.

In relazione alla severità dell’insufficienza venosa e dell’entità del ristagno di sangue che ne consegue si riconoscono tre gradi di severità del varicocele: dal 1° grado, più lieve, al 3° grado, più severo.

Cause

Il processo che porta allo sviluppo del varicocele è del tutto analogo a quello che porta alla formazione delle vene varicose (varici) a livello delle gambe, nelle persone che soffrono di insufficienza venosa.

Quando le valvole presenti lungo le pareti interne delle vene che drenano il sangue dal testicolo diventano incontinenti, il sangue riesce a “uscire” dalla regione testicolare più lentamente e le vene si rigonfiano, dando luogo al varicocele.

Le cause esatte all’origine del varicocele non sono note. In genere, il disturbo si riscontra più frequentemente in ragazzi che hanno uno sviluppo molto rapido durante l’adolescenza, con un brusco aumento in altezza, e tendenzialmente magri.
Un altro fattore predisponente è l’abitudine a eseguire sforzi intensi e reiterati che impegnano i muscoli dell’addome, come il sollevamento pesi: chi passa molte ore in palestra a manovrare bilancieri fa aumentare la pressione addominale, ostacolando la risalita del sangue e facilitando lo sfiancamento delle vene.

Benché spesso presente in più membri della stessa famiglia, nello sviluppo di varicocele non sembrano essere in gioco fattori genetici o predisposizioni particolari: la ricorrenza familiare potrebbe semplicemente dipendere dal fatto che il disturbo è molto diffuso (ne soffre circa un uomo su dieci).

Sintomi

Il varicocele, in genere, non causa sintomi o segni particolarmente evidenti e può passare a lungo inosservato se non ricercato in modo attivo dal medico.

Anche se non doloroso, il disturbo deve essere riconosciuto e, se necessario, trattato rapidamente perché con il passare del tempo, se presente in forma severa (varicocele di 3° grado), può danneggiare la produzione degli spermatozoi e, quindi, compromettere la fertilità maschile.

Il segno più caratteristico che deve farne sospettare la presenza ai genitori o al diretto interessato è la comparsa di un lieve rigonfiamento a livello dello scroto durante l’adolescenza o all’inizio dell’età adulta.

Diagnosi

Il varicocele viene di norma sospettato dal medico di famiglia o dal medico sportivo durante controlli di routine o diretti ad altri scopi e la diagnosi può essere confermata attraverso una semplice visita urologica.

Per determinare la gravità del varicocele e stabilire la necessità o meno dell’intervento chirurgico correttivo si deve eseguire l’ecodoppler dei vasi spermatici, che si effettua come una comune ecografia esterna, non invasiva, rapida e indolore.

Tra gli stili di vita

In base ai dati epidemiologici, il 65-75% dei ragazzi/uomini con varicocele di 3° grado non trattato va incontro ad alterazioni del numero e della motilità degli spermatozoi. In questi casi, quindi è consigliato intervenire abbastanza rapidamente per evitare deficit a questo livello.
Al contrario il varicocele di 1° o 2° grado non è necessariamente destinato a peggiorare e raramente determina danni della linea germinale: in questi casi, quindi, non è necessario l’intervento chirurgico immediato.

L’intervento chirurgico per l’eliminazione del varicocele è semplice e può essere eseguito con diverse metodiche. Una di queste, minivasiva, prevede l’esecuzione di una piccola incisione a livello dell’inguine (1-2 cm) e la legatura delle vene dilatate all’origine del varicocele per isolarle dal circolo sanguigno.
In questo modo, la vena insufficiente non viene più attraversata dal sangue e non si avranno ulteriori ristagni. Dopo l’intervento, il sangue potrà comunque risalire verso l’addome seguendo percorsi alternativi, garantiti dalla presenza di vasi venosi ridondanti.

L’intervento per l’eliminazione del varicocele può essere eseguito in anestesia generale oppure spinale e, in genere, richiede un solo giorno di ricovero. La ripresa delle attività abituali è praticamente immediata, con l’unica avvertenza di non eseguire sforzi eccessivi per almeno un paio di settimane.

In circa un terzo dei ragazzi operati, il varicocele può ripresentarsi a distanza di tempo. Per questa ragione è prevista l’esecuzione di un ecocolordoppler dopo alcuni mesi dall’intervento e, nel caso si riscontri la persistenza di un varicocele di 3° grado, si può procedere a un secondo intervento correttivo.

Per ridurre il rischio di recidive, è consigliabile evitare di eseguire sforzi significativi che coinvolgano la regione addominale-inguinale, come quelli associati al sollevamento pesi in palestra. Altri accorgimenti o limitazioni dell’attività fisica non sono necessari.

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