Rischio psicosociale: il burn-out come malattia professionale

Negli ultimi anni in Italia si è assistito ad una profonda rivoluzione culturale che, ha consentito di capire le principali linee di indirizzo europeo in tema della tutela del lavoratore. Il piano sanitario nazionale 2006-2008 ha riconosciuto alcune patologie derivanti da rischi psicosociali connessi all’organizzazione del lavoro. Tutto ciò viene ripreso dall’articolo 28, dove viene indicato che l’oggetto di valutazione dei rischi deve comprendere anche quelli collegati allo stress del lavoro. Ciò si inserisce nel contesto della vita di una persona come una delle problematiche lavorative mal gestite in cui prevalgono elementi di costrittività organizzativa o di disfunzioni nell’organizzazione del lavoro.

Tale indagini hanno l’obiettivo di delineare il rischio psicosociale presente in un determinato ambiente lavorativo. Non è facile individuare lo stress, né stabilire la validità degli strumenti e delle metodologie adottate a tal fine, ma è possibile stabilire delle strategie che procedano gradualmente fino ad analizzare l’individuo. Nel gruppo 7 delle malattie psichiche e psicosomatiche le patologie identificate come malattie professionali sono il disturbo dell’adattamento cronico e il disturbo post traumatico cronico da stress. l’ansia e la depressione rappresentano i principali disturbi psichici da stress lavoro correlato e danno luogo a quadri clinici molto variabili e di prevalente espressività somatica, come la gastrite, il colon irritabile, la cefalea e altre somatizzazioni.

Fonte: Non ho tempo per… Come logora curare: operatori sanitari sotto stress di Ferdinando Pellegrino

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