Enfisema polmonare

L’enfisema è una condizione respiratoria che fa parte del quadro clinico caratteristico della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ed è caratterizzato da una progressiva distruzione dei setti e degli alveoli polmonari (le strutture responsabili degli scambi gassosi), con conseguente intrappolamento dell’aria nei polmoni e comparsa di dispnea e affanno, dovuti all’insufficiente apporto di ossigeno e alla mancata eliminazione dell’anidride carbonica.

Cause

La causa più frequente di enfisema è rappresentata dal fumo di sigaretta e quasi i tutti i pazienti che ne soffrono hanno alle spalle una storia di tabagismo prolungata o di sistematica esposizione al fumo passivo o ad altre fonti di gas o fumi tossici per l’apparato respiratorio.

Oltre al fumo di sigaretta, possibili cause esogene di enfisema spesso sottovalutate comprendono l’inquinamento atmosferico, outdoor (automobilistico, industriale, da riscaldamento domestico ecc.) o indoor (in particolare, fumi emessi da stufe a legna, pellet o carbone, caminetti, barbecue ecc.), e le emissioni gassose e le polveri irritanti in ambito professionale (industriale, agricolo, sanitario ecc.).

Esiste anche una forma di enfisema ereditario legato al deficit di un particolare enzima, l’a-1 anti-tripsina, che generalmente insorge in persone con meno di 40 anni, ma si tratta di una variante relativamente rara.

Sintomi

L’enfisema si sviluppa gradualmente, nell’arco di anni, ed è preceduto da sintomi respiratori cronici, che tendono a essere trascurati a lungo dalle persone interessate (nella stragrande maggioranza dei casi fumatori), finché non iniziano a limitare seriamente la vita quotidiana.

In una prima fase, la dispnea si manifesta soltanto durante attività fisiche abbastanza intense e le persone interessate spesso tendono ad adattarsi, più o meno consapevolmente, evitando gli sforzi che causano problemi. Con il tempo, tuttavia, l’affanno tende a comparire sempre più spesso, per sforzi via via minori e anche a riposo, diventando difficile da ignorare.

I sintomi dell’enfisema vengono esacerbati in occasione di infezioni respiratorie acute come l’influenza, la bronchite o la polmonite, che spesso rappresentano lo stimolo che porta il paziente a consultare il medico.

Oltre alla dispnea e all’affanno, sintomi tipici dell’enfisema comprendono: tosse cronica con muco incolore, soprattutto al mattino; aumento della frequenza respiratoria (tachipnea) con espirazione prolungata; aumento della frequenza cardiaca (tachicardia); cianosi (soprattutto in fase avanzata della malattia e in occasione di riacutizzazioni, le unghie e le labbra del paziente possono diventare bluastre a causa della ridotta ossigenazione del sangue); torace “a botte” (a causa della dilatazione dovuta alle difficoltà respiratorie e all’intrappolamento dell’aria).

Chi soffre di enfisema può andare incontro a complicanze cardiopolmonari legate all’alterata fisiologia respiratoria. Le più frequenti sono rappresentate da: pneumotorace (corrispondente all’accumulo di gas nella cavità pleurica, conseguente alla rottura di una bolla polmonare) e rischio di collasso polmonare; “cuore polmonare” cronico (corrispondente a una dilatazione patologica del ventricolo destro del cuore e conseguente insufficienza cardiaca destra); insufficienza respiratoria.

Diagnosi

La diagnosi di enfisema si basa sul riscontro dei sintomi caratteristici e sulla valutazione della storia clinica e delle abitudini di vita del paziente, cui devono seguire l’esecuzione di esami strumentali e di laboratorio indispensabili per confermare e caratterizzare il deficit respiratorio ed escludere possibili cause cardiache all’origine della sintomatologia.

Le principali indagini previste per la diagnosi di enfisema comprendono: radiografia del torace ed, eventualmente, TAC del torace (per verificare lo stato di polmoni e bronchi ed escludere la presenza di masse tumorali o noduli); emogasanalisi (per misurare il contenuto di ossigeno e anidride carbonica nel sangue); spirometria e altre eventuali prove di funzionalità respiratoria (per valutare la capacità respiratoria residua e caratterizzare il deficit); il test dei 6 minuti di cammino (per valutare il grado di invalidità associato al deficit respiratorio e per monitorare gli effetti della riabilitazione respiratoria).

Tra gli stili di vita

Scopo del trattamento dell’enfisema è mantenere la funzionalità respiratoria residua e assicurare una buona ossigenazione dell’organismo nell’ottica di ridurre i sintomi respiratori e generali, migliorare la qualità della vita dei pazienti e prevenire complicanze ulteriori, locali e sistemiche.

In particolare, la gestione dell’enfisema prevede:

  • abbandono dell’abitudine al fumo (nei fumatori) e allontanamento da fonti di gas irritanti;
  • somministrazione annuale del vaccino antinfluenzale stagionale e di quello antipneumococcico ogni 5 anni, per evitare infezioni respiratorie che potrebbero innescare riacutizzazioni severe;
  • assunzione di broncodilatatori e/o corticosteroidi per via inalatoria (attraverso inalatori, spray predosati, aerosol);
  • assunzione precoce di antibiotici sistemici in presenza di infezioni respiratorie, per prevenire e bloccare sul nascere possibili colonizzazioni batteriche di bronchi e polmoni;
  • programmi di riabilitazione respiratoria;
  • ossigenoterapia, in fase avanzata di malattia;
  • eventuale eliminazione chirurgica di parti di polmone più danneggiate dall’enfisema e trapianto polmonare (in casi estremi).
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