Aneurisma cerebrale

Un aneurisma cerebrale è una malformazione vascolare che si presenta come una piccola sporgenza o protuberanza sferica lungo la parete di un’arteria presente nel cervello.

La sua presenza è rischiosa perché in corrispondenza dell’aneurisma la parete dell’arteria è più fragile e propensa alla rottura con conseguente rischio di emorragia cerebrale (ictus cerebrale emorragico).

Per la gravità delle manifestazioni, per le ricadute cliniche immediate e a distanza che può determinare e per la sua potenziale letalità, l’emorragia cerebrale dovuta alla rottura di un aneurisma (o ad altre cause) va sempre considerata un’emergenza medica da trattare tempestivamente in strutture attrezzate e organizzate per offrire interventi mirati e specifici nel più breve tempo possibile (Stroke Unit).

Cause

Le ragioni che possono portare allo sviluppo di un aneurisma sono molteplici e diversificate: alcune sono presenti fina dalla nascita, mentre altre sopraggiungono nel corso della vita.

I fattori predisponenti congeniti comprendono: i difetti del tessuto connettivo ereditari; la sindrome del rene policistico; la presenza di un’aorta di calibro inferiore alla media (coartazione aortica); la presenza di malformazioni artero-venose cerebrali; la familiarità per aneurismi cerebrali.

I fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare un aneurisma nel corso della vita o che un aneurisma già presente si rompa comprendono l’età > 60 anni, l’ipertensione, il fumo, il consumo eccessivo di alcolici e l’assunzione di sostanze d’abuso (in particolare, cocaina) o di farmaci anticoagulanti. Alcune tipologie di aneurisma possono svilupparsi anche dopo un trauma cranico significativo (aneurisma cerebrale dissecante).

Sintomi

La presenza di un aneurisma cerebrale nella maggioranza dei casi non causa alcun sintomo finché non si rompe, soprattutto se è piccolo.

Aneurismi cerebrali di dimensioni maggiori che vanno a comprimere altri vasi sanguigni o strutture nervose adiacenti possono causare dolore sopra o dietro un occhio, sdoppiamento delle immagini o altri disturbi della visione, dilatazione della pupilla, intorpidimento o formicolii a un lato del volto.

Quando l’aneurisma si rompe e si sviluppa un’emorragia cerebrale, i principali campanelli d’allarme comprendono:

  • improvviso e violento mal di testa, mai sperimentato in precedenza, diffuso a tutto il capo;
  • forte nausea e vomito, che accompagnano l’esordio del mal di testa;
  • rigidità nucale e fotofobia (fastidio nei confronti della luce), associate a facile irritabilità;
  • confusione mentale non giustificata da stanchezza o assunzione di farmaci e perdita di coscienza (in circa il 60% dei pazienti all’esordio o poco dopo);
  • difficoltà di linguaggio, alterazioni del campo visivo e altri disturbi neurologici.


Quando si riconoscono in una persona adulta di qualunque età, ma soprattutto dopo i 60 anni o in persone che soffrono di ipertensione arteriosa, è indispensabile contattare immediatamente il medico di fiducia e/o i servizi di emergenza sanitaria (118, Pronto soccorso).  

Diagnosi

Associandosi raramente a sintomi significativi, la presenza di un aneurisma cerebrale integro, nella maggioranza dei casi, viene evidenziata soprattutto nel contesto di indagini dirette ad altri scopi (soprattutto, TAC o risonanza magnetica cerebrale).

Quando l’aneurisma si rompe, la diagnosi specifica del tipo di emorragia cerebrale presente e della sua gravità viene effettuata in ospedale (preferenzialmente, in Stroke Unit), attraverso un iter abbastanza complesso e approfondito definito caso per caso secondo protocolli prestabili comprendenti: valutazione clinica e strumentale dei parametri vitali; analisi del sangue; indagini di imaging cerebrale come radiografia cerebrale, TAC e risonanza magnetica.

Tra gli stili di vita

Quando è nota la presenza di un aneurisma integro, si può scegliere di intervenire chirurgicamente o meno in relazione al tipo, alla localizzazione e al rischio di rottura associato, tenendo conto anche dell’età, delle caratteristiche e dello stato di salute del paziente.
In tutti i casi, invece, sarà prevista l’eliminazione/riduzione dei fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di rottura (ipertensione, fumo, consumo di alcolici, assunzione di sostanze d’abuso e farmaci anticoagulanti ecc.).

Quando l’aneurisma si rompe, gli interventi cruciali da attuare nel più breve tempo possibile per limitare i danni alle cellule nervose cerebrali consistono nell’interrompere l’emorragia, nel limitare l’area cerebrale invasa dal sangue e nel ridurre la pressione intracranica.

Le prime azioni da attuare per raggiungere questi obiettivi consistono nel somministrare farmaci che riducono la pressione arteriosa generale e intracranica e che riducono il vasospasmo reattivo conseguente all’emorragia; se la persona interessata è in terapia con farmaci anticoagulanti, possono essere effettuate trasfusioni per diluire la concentrazione di questi farmaci nel sangue e ristabilire un profilo di coagulazione “normale”, che promuove la chiusura del danno vasale e l’interruzione spontanea dell’emorragia.

In alcuni casi, possono essere somministrati farmaci che promuovono la coagulazione.

Se l’emorragia ha comportato una notevole fuoriuscita di sangue è di norma necessario procedere all’intervento chirurgico per chiudere il vaso danneggiato, eliminare l’eccesso di sangue presente nel cervello e ridurre la pressione intracranica.

I principali interventi che possono essere effettuati in caso di aneurisma cerebrale comprendono:

  • intervento neurochirurgico classico (con craniotomia) per la riparazione chirurgica del vaso danneggiato, se localizzato in una zona del cervello raggiungibile;
  • chiusura del vaso danneggiato con una clip che interrompe l’uscita del sangue (clipping dell’aneurisma), se localizzato in una zona del cervello raggiungibile;
  • embolizzazione dell’aneurisma con il freddo, effettuata attraverso un catetere endovascolare sotto guida radiografica.
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