Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI)

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) sono un gruppo di patologie che colpiscono l’apparato digerente, caratterizzate da infiammazione ed iperattivazione del sistema immunitario con andamento cronico-recidivante.

Le principali sono la Malattia di Crohn (MC) e la Rettocolite Ulcerosa (RCU), che si contraddistinguono per specifiche caratteristiche:

Malattia di Crohn

  • Prevalenza in Italia: 50-54/100.000 abitanti  
  • Può interessare tutto il tratto intestinale dalla bocca all’ano
  • La causa è sconosciuta. I fattori di rischio accertati sono la familiarità, il fumo di sigaretta, l’intervento di appendicectomia; non vi sono chiare evidenze di correlazione con la dieta. 
  • Nella patogenesi è coinvolto il sistema immunitario: in individui geneticamente predisposti, fattori ambientali non ancora individuati favoriscono lo sviluppo ed il perpetrarsi dell’infiammazione cronica.
  • Le lesioni caratteristiche della MC presentano una distribuzione discontinua, con aree edematose, granulomatose o ulcerate di infiammazione che si alternano ad aree di tessuto sano; in questo caso l’interessamento è a tutto spessore intestinale, con possibilità di complicanze quali ascessi, stenosi e fistolizzazioni.

Rettocolite Ulcerosa

  • Prevalenza: 80-100/100.000 abitanti                                      
  • Nella RCU è sempre interessata la mucosa del retto e, con grado di estensione variabile, un tratto continuo di mucosa del colon. Non è mai interessato l’intestino tenue o altro tratto dell’apparato digerente.
  • Nella patogenesi della RCU, oltre quanto detto per la malattia di Crohn, è accertato il ruolo dei batteri del colon, che determinano infiammazione cronica in soggetti geneticamente predisposti.
  • Nella RCU, le lesioni si estendono dal retto in modo uniforme e continuo. La mucosa appare diffusamente edematosa, fragile al contatto, erosa o superficialmente ulcerata, talvolta sanguinante; l’interessamento della parete del colon è solo superficiale.

I sintomi

Le MICI si caratterizzano per l’alternarsi di fasi acute, in cui sono presenti i sintomi, e periodi di quiescenza in cui i pazienti possono presentare completo benessere clinico. Caratteristicamente si può riscontrare:

  • Sanguinamento rettale
  • Dolore addominale
  • Diarrea, anche notturna
  • Perdita di peso
  • Febbre
  • Malessere generale

In alcuni pazienti si associano manifestazioni extraintestinali (Colangite Sclerosante, Eritema nodoso, Pioderma gangrenoso, Artrite periferica, Spondilite anchilosante, Episclerite, Uveite).

PROBLEMI EMOTIVI E FISICI

Non bisogna mai sottovalutare l’impatto emotivo di una malattia, che talvolta può divenire più invalidante dei sintomi stessi. La diagnosi di Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale potrebbe spaventare, ma grazie ai presidi terapeutici attualmente a disposizione non deve scoraggiare!

Seppur vero che il paziente andrà incontro a periodi di riacutizzazione, la corretta gestione della patologia può garantire lunghi periodi di remissione e migliorare tangibilmente la qualità di vita dei pazienti, permettendo la riduzione dei sintomi e la prevenzione delle complicanze a lungo termine.  

Ad ogni modo, qualora generasse ansia, angoscia, paura del futuro, tristezza, rabbia, è importante rivolgersi ad uno specialista. Insicurezze, perplessità e dubbi devono essere sempre riferiti al medico di riferimento, che saprà dare le giuste indicazioni per affrontare adeguatamente il problema.

ATTIVITA’ FISICA ED ALIMENTAZIONE


Spesso i pazienti affetti da Rettocolite Ulcerosa e Crohn presentano deficit nutrizionali causati da:

  • Riduzione dell’introito calorico secondario alla sintomatologia addominale;
  • Malassorbimento, imputabile a resezioni multiple e/o alterazione della flora batterica intestinale, e Diarrea, con conseguente perdita di acqua, elettroliti, proteine, lipidi, minerali;
  • Terapia Farmacologica, essendo alcuni farmaci potenzialmente responsabili di malassorbimento di micro e macronutrienti ed interferendo con il metabolismo proteico.

NON ESISTE UNA DIETA SPECIFICA ED UNIVERSALE PER TUTTI I PAZIENTI AFFETTI DA MICI

Tuttavia, un adeguato regime alimentare può contribuire al controllo dei sintomi e all’induzione della remissione di malattia. Specialmente durante le fasi di riacutizzazione, una dieta leggera a basso contenuto di fibre riduce secrezioni e contrazioni intestinali, contrastando formazione di gas, disturbi addominali, diarrea. Resta fondamentale una dieta EQUILIBRATA; si consiglia semplicemente di ridurre:

  • Alimenti ricchi di fibre (cereali integrali, verdura, frutta, noci e frutta secca, crusca)
  • Alcool e superalcolici
  • Eccesso di sale
  • Cibi grassi (frittura, burro, lardo, cibi da fast food, insaccati, selvaggina, molluschi e frutti di mare)

Si consiglia inoltre di evitare pasti abbondanti prediligendo pasti leggeri e frequenti, riducendo in tal modo il carico di lavoro intestinale.

Il regolare esercizio fisico rientra nel corretto stile di vita, raccomandato a tutti i pazienti affetti da patologie croniche.

L’USO APPROPRIATO DEI FARMACI

La terapia farmacologica nelle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali ha un duplice obiettivo:

  • Preliminarmente l’INDUZIONE, ovvero l’ottenimento della remissione di malattia con il controllo del processo infiammatorio;
  • Successivamente il MANTENIMENTO, trattamento volto a prolungare la durata di remissione della malattia, riducendo al minimo la possibilità di riacutizzazione o recidiva.  

I presidi terapeutici attualmente a disposizione per le MICI sono molteplici:

  • Salazopirina
  • Mesalazina
  • Corticosteroidi
  • Immunosoppressori
  • Antibiotici
  • Biologici

I Corticosteroidi sono particolarmente efficaci nell’induzione di remissione di malattia, ma non indicati nel trattamento a lungo termine.

La Mesalazina è indicata nella terapia di induzione e nel mantenimento esclusivo della Rettocolite Ulcerosa.

I Farmaci Biologici hanno rivoluzionato la gestione di queste malattie; agendo su specifici mediatori dell’infiammazione, riducono efficacemente il processo infiammatorio, controllando i sintomi e prevenendo le recidive. Tra i principali effetti collaterali si ricordano le reazioni allergiche e l’aumentata predisposizione alle infezioni.

In casi specifici la terapia medica non è sufficiente, rendendosi necessario il ricorso alla chirurgia.

L’adesione alla terapia è fondamentale. Il paziente dovrebbe impegnarsi a seguire scrupolosamente le direttive del proprio medico, al fine di non vanificare l’efficacia dei presidi a disposizione.  

COMUNICARE IN MODO EFFICACE

Per raggiungere la remissione, non è sufficiente la scelta del principio attivo, è necessario ottimizzare dosaggio e tempistiche in ciascun caso: ogni terapia deve essere modellata sulle esigenze del singolo paziente.

Pertanto, l’adeguatezza terapeutica è garantita dalla collaborazione medico/paziente, che prevede:

  • Comunicazione chiara e diretta: il medico fornirà al paziente le informazioni necessarie affinché quest’ultimo aderisca consapevolmente alla terapia;
  • Segnalazioni tempestive: il paziente si impegnerà a riferire l’insorgenza di nuovi sintomi, peggioramenti, effetti avversi, permettendo al medico di adeguare la terapia in atto;
  • Rapporto di fiducia: la fiducia è il presupposto fondamentale affinché tale collaborazione sia efficace.

ADERENZA AI TRATTAMENTI E RISOLUZIONE DEI PROBLEMI CORRELATI ALLA MALATTIA

Il rischio maggiore per i pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali è quello di incorrere in complicanze. La Malattia di Crohn, in base anche alla durata, può associarsi a:

  • Fistole (interne: entero-enteriche, entero-vescicali, retto-vaginali; esterne: entero-cutanee). Si associano spesso al pattern stenosante, con contestuale formazione di raccolte ascessuali. Hanno scarsa tendenza alla guarigione spontanea
  • Ascessi
  • Ostruzione, sub-ostruzione
  • Perforazione
  • Emorragie
  • Adenocarcinoma del tenue o del colon (evenienza rara, ma possibile)

Nella Rettocolite Ulcerosa potremmo riscontrare:

  • Colite Fulminante, con diarrea ematica, dolore addominale, febbre, segni di sepsi sistemica
  • Perforazione
  • Megacolon Tossico
  • Neoplasia colon-retto (importante iniziare sorveglianza endoscopica dopo 8 anni dalla diagnosi)

Tali complicanze potrebbero porre indicazione ad un intervento chirurgico di resezione in urgenza.

La prevenzione delle complicanze, per quanto imprevedibili, può essere praticata tramite la corretta gestione della patologia. È opportuno che TUTTI i pazienti si sottopongano a monitoraggio periodico, praticando esami bioumorali, dosando la calprotectina fecale, eseguendo esami strumentali e controlli endoscopici a distanza di qualche anno dalla diagnosi. Cadenza e tipologia di controlli verranno stabiliti dal medico di riferimento. PREVENIRE è MEGLIO CHE CURARE!

RIPOSO NOTTURNO

Talvolta il riposo dei pazienti affetti da MICI può essere inficiato dalla sintomatologia, che in fase di riacutizzazione potrebbe determinare:

  • Insonnia
  • Difficoltà ad addormentarsi
  • Risvegli notturni
  • Risvegli precoci al mattino
  • Necessità di alzarsi per andare in bagno durante la notte

Tali eventi si ripercuotono inevitabilmente sulle ore diurne, determinando stanchezza ed irritabilità.

Risulta quindi importante provare a migliorare la qualità del sonno. Oltre alla scontata necessità di completa adesione alla terapia farmacologica prescritta, il paziente potrebbe adottare diverse strategie:

  • Consumare l’ultimo pasto lontano dall’orario di addormentamento
  • Praticare attività fisica
  • Evitare attività stressanti, come l’uso di dispositivi digitali
  • Psicoterapia cognitivo-comportamentale per contrastare l’insonnia
  • Tecniche di rilassamento, come la meditazione
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